lunedì 23 agosto 2010

SOLO FOTO OGGI



BELLISSIMA ESTATE 2010..............

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venerdì 18 giugno 2010

18 GIUGNO

18 Giugno. Oggi e' il 18 di Giugno e per me e' un Giugno diverso.
Pochi oggi si ricordano di un anno fa. Anche se allora erano in molti ad aspettare quel momento. Mi piace pensare che si sia ricordato di quel Giovedi' 18 Giugno, 2009.

Non tendo a ripescare troppo il passato, ma ci sono certi eventi che non possono scapparmi via facilmente, anche se per riprenderli devo nuotare contro un fiume in piena.

Ero in Italia un anno fa. Ed ero appena tornata dall'Inghilterra. Mia madre e mia sorella mi aspettavano all'aereoporto con il motivetto di una marcia nuziale e io arrivavo con due bagagli pieni di regali e di vestiti. Ricordo tutto di quel giorno, il sole di Roma, la corsetta mattutina, il suo messaggio, l'enalotto, la mia preparazione.
I vestiti americani provati e sfilati a mia madre. 20 minuti in taxi per arrivare a Trastevere. L'incontro. Da lontanto. Il fazzoletto bianco. L'abbraccio. Un bacio. Il primo.

Sprofondare in quei ricordi e' come far parte ancora di quella giornata, di quel momento.
Poi apro e chiudo gli occhi, c'e' questo computer e queste parole.

C'e' un'amara tristezza. C'e' quella luce, quel caldo, quell'eleganza, quel giorno a Roma ad occuparmi la mente.

lunedì 14 giugno 2010

SEVERAL TIMES

http://www.youtube.com/watch?v=30FRNelDDkQ&feature=related

Un pazzo con una maschera da hockey che si aggira per le strade di casa mia. Due volanti della polizia davanti alla mia porta.
E' rientrata ora? si perche'? c'e' un tipo con una maschera che e' stato visto uscire dall'appartamento davanti al suo, e attraversare la strada. ha visto niente? no...non ancora. SPERO BENE.

Una canzone bellissima, che mi ricorda quel momento, ma della quale non ricordo il titolo. Arriva cosi per caso Domenica, del tutto inaspettata. Cerco disperatamente un bagno non riesco ad ascoltare quella canzone, non riesco a toccare quel momento. Il locale e' grande. Mi ritrovo in una stanza privata, senza nessuno, ma con un grande pianoforte a coda. Io, da sola, con quella musica Jazz, della quale ricordo esattamente il motivo, che ho ascoltato cosi tante volte a Marzo. Ma che non riesco a ritrovare piu' nella mia library. Mi piaceva cosi tanto quel motivo.

Un scossa di terremoto forte, mi spaventa. Mi faccio piccola piccola, penso ci risiamo, ho nuotato troppo veloce, faccio la doccia mi gira la testa. Invece e' la terra che gira, il mio costume, gli occhialetti, la cuffia, lo shampoo e il balsamo. Gli asciugamani per terra. E uno tsunami in piscina.
I telefoni non funzionano per ora. Sono solo scossa.

San Diego. Mi da tanti segni ultimamente. Mai come adesso.

San Diego che mi stai dicendo: Vale e' ora di tornare?!
Vado a dormire un po' agitata stanotte, con la paura che la terra mi scuoti ancora.
Buonanotte San Diego.
Buongiorno Italia.

martedì 11 maggio 2010

TANTE VOLTE


Si dice e si pensa che le ultime volte siano le piu' belle.
Cosi come gli ultimi giorni di una vacanza o gli ultimi anni di scuola. Come l'ultimo sorso di acqua in una bottiglia senza essere piu' assetati.
O forse siamo noi...che riconoscendole come ultime le vogliamo rendere speciali e memorabili, le viviamo con spensieratezza.
O forse, passati quei momenti, ci piace ricordarli come magici; e non riuscendo a vivere benissimo il presente tendiamo a ritoccare il passato.

Io guardo spesso al futuro.
Ci saranno tante ultime volte prima della partenza.
Ma spero anche che ci sara' qualche prima volta.
O forse bastera' rendere le ultime volte come le prime e provare sensazioni estranee.
Estranee ma confortevoli.
Con la consapevolezza di nuove,
prime ed ultime volte ancora in arrivo


venerdì 30 aprile 2010

TROVARE LE PAROLE

Non riesco a trovare delle parole per riempire questo spazio bianco oggi.
Ho provato anche ieri.

Vorrei fosse gia' domani.




Vorrei ritrovarlo nei miei occhi e ritrovarmi nei suoi.
Quegl'occhi, mi hanno detto, ti riconosco, eccoti, sei tu.
Ti avevo vista gia' da tempo. Ci sei sempre stata.
Ora sei qui.

venerdì 16 aprile 2010

SETTEMBRE 2010

Oggi e' una giornata speciale.
Qualche mese fa e non sembrano cosi tanti mesi fa, Io e Daniele pensavamo che il grande giorno sarebbe arrivato a Settembre 2010. I ciliegi, dicevamo, non fioriscono a Settembre in Giappone, ma e' davvero un bel mese.
Cosi Daniele aveva anche messo sulla voce di skype, tanti punti esclamativi a quella data.

Oggi ho parlato al mio capo e finalmente mi ha dato un accordo sincero per tornare in Italia. Torno in Italia, Settembre 2010!!!!!
5 mesi. Quasi 5 anni.
Settembre 2010, suona bene e come quasi tutte le date, gli orari, i pensieri vissuti con Daniele profuma di destino.

Oggi, Aprile 2010, vorrei chiamarlo e condividere con lui questo momento, torno finalmente, torno in Italia e sono cosi felice.

Non posso, vorrei, anche se sono le 3 di mattina a Roma.
Avrei voluto rispondere con questa data tanto tempo fa,
avrei voluto trovarla dentro di me tempo fa.
E' stato difficile. E' un grande sollievo, ora.

Sono state tre settimane difficili, come un test, con troppe aspettative da me stessa, troppe richieste per questo momento, troppe esigenze per una conoscenza che sta crescendo.

Ora invece so che ho trovato una certezza, che cercavo e forse aspettavo da chi mi stava accanto.
La certezza, l'ho trovata dentro di me.

Un senso di gratitudine mi attraversa senza sapere bene di che (come dice Erri) per chi c'e' stato forse. Un rimpianto per non essere stata leggera nel gestire questo momento.
Ho tolto un gran peso.

E' come se ora fosse "Il peso della farfalla".

domenica 11 aprile 2010

VALORE

Ieri ho conosciuto Erri De Luca. E' stato un pomeriggio italiano. Nei suoi occhi e nelle sue parole ho rivisto e ascoltato i racconti di mia sorella.




Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varra' piu' niente quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, quale e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condonnato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca

Considero valore aver conosciuto Erri a San Diego.
Considero valore queste lacrime e questa riga di mascara sulle gote, le mie mani fredde e la mia sensibilita'. La mia voglia di capire e di giustificare. Considero valore questa foto, quel momento.

Considero valore il silenzio in questa stanza, la tristezza nei miei occhi, i sorrisi e le risate che a volte mi travolgono.
Considero un valore questa esperienza americana prima, durante e nel prossimo futuro quando, nella mia Italia di nuovo, assoporero' forse un pomeriggio italiano come quello trascorso ieri.