venerdì 10 aprile 2009

UN NUOVO RESPIRO


Qualche tempo fa, in un giorno particolare, in un giorno segnato nella mia vita di tre anni fa, mi arriva un messaggio sul cellulare italiano. Una sorpresa da una persona che conosco ma che non ho mai visto. Ogni giorno ci scriviamo e ci parliamo, nella sua e nella mia mente. Con le sue e le mie mani.
Leggo quel messaggio e con piacevole meraviglia sorrido, da quel messaggio esce così tanta luce, ed un'intuizione mai provata.

I giorni passano mia madre viene e poi se ne va, un angelo, una chioccia, tra due mesi penso sono di nuovo in Italia. Non vedo l'ora, per conoscere quel messaggio, per rivedere i miei amici. Per rivedere Roma di Giugno. Il mare tanto disprezzato che però non c'è qui in California.

Non male San Diego, sembra quasi di essere in vacanza, cominicia il sole che ti abbronza, anche se oggi sta per piovere, è venerdì prima di Pasqua. Sono contenta.
Vado in lab più leggera oggi. E metà Aprile.

giovedì 26 marzo 2009

RICOMINCIO

http://www.youtube.com/watch?v=DsQ6vy9PB08
Ricomincio a scrivere il mio blog. Ricomincio da capo. E' andata. Ho fatto tutto. A poche ore da quello che ricorderò come un incubo e uno stress, subito e annientato a poco a poco con questa nuova giornata, con questa serata che sta arrivando.
E' passato quel momento. Per poco più di un'ora mi sento un topo da laboratorio, e mi viene da piangere quando mi sento il cuore battere in gola, e le orecchie fischiare forte forte. Un infermiera carina ed un medico veloce. Tutti e tre con una mascherina verde.
Tutto scorre, e sono di nuovo fuori. Sono di nuovo in pista. Poche parole, per ringraziare con il cuore chi mi è stato vicino, chi mi ha sopportato, supportato.
Chi legge questo blog e chi non lo legge più.
Un pò di riposo, un pò di coccole, affetti da lontano e da vicino.
Sono qui.

lunedì 9 marzo 2009

MI VIDITA


Ho tanto sonno. Ma vorrei lasciare poche parole per descrivere queste giornate.
San Diego non è solo mare e spiagge, non è solo surf e grandi grigliate al bbq, feste senza conoscenze vere. San Diego è anche cercare un medico competente per due mesi senza una risposta vera. E' una decisione senza una visita. E' una persona che se ne va per sempre.
Penso ai messicani e alla loro visione della morte e al loro rapporto colorato con l'adilà, spero che anche lui potrà giocare e ballare ora con quelle bamboline colorate che ho visto tante volte al mercato. Scheletri travestiti da persone. Vedo a volte persone travestite da scheletri. Vedo il mio scheletro oggi.
San Diego è un medico che non parla senza le mie domande, è un medico staccato e completamente impersonale, sono solo una dei one thousand patients in carmel valley hospital. Troppo impegnativo e pericoloso assumere qualche tratto di personalità e calore. Dovrei partire mi dico e mi ripeto ma non ho il coraggio di parlare con il mio capo. Andrà tutto bene.
I giorni passano ed è Marzo. Ricorderò questo inizio di anno come qualcosa di diverso.
Una preoccupazione.
Pochi amici veri qui, tanto calore ed energia da lontano.
Voglia di tornare.

venerdì 6 marzo 2009

SEMBRA TUTTO CHIARO

http://www.myspace.com/vusimahlasela
Oggi tornavo da Carmel Valley, con questa canzone nello stereo e quelle parole in mente.
Se trovassi questa canzone e se trovassi quelle parole nella mente ora potrei cancellarle solo riascoltandola tante volte.
Per un attimo penso ora lo chiamo, ora gli parlo, lo guardo negli occhi e gli dico tutto, gli chiedo un consiglio, gli chiedo un abbraccio. Sono arrivata a Scripps, è tardi. Tanto non mi pensa.
Io penso a 4 anni fa', quella mattina, quando il telefono squillò due volte prima di rispondere. Ricordo tutto di quel sole di Settembre quella corsa giù per la Cassia, io guido la mia ka, guardo diritto a me e prendo la sua mano, un silenzio invadente, tutto troppo chiaro ormai.

Faccio le scale e arrivo in lab, difficile rimanere concentrata oggi. Non so cosa devo fare, torno in Italia faccio tutto, torno più leggera. Rimango qui, rimango a San Diego ancora per un pò.
Simona mi chiama, mi è vicina, mi fa troppo piacere, grazie Simo. Avrei voglia di chiamare Anto e Tiziana, ma è tardi ormai, le ore passano in silenzio al microscopio. Ed è un bene che passino. La decisione sembra più vicina. E' un bene che quell'immuostochimica sia venuta. Non posso andare ora, arriverà mia madre. Arriverà Cyrine, la mia dolce Cyrine tornerà giovedì.

Aspetto mia madre. Aspetto Cyrine. Aspetto qualcuno che arriverà.
Aspetto quel momento.

venerdì 20 febbraio 2009

UNA DINAMICA


In questo paese, dove le giornate scorrono lente e produttive, dove ogni giorno una piccola pietra è aggiunta ad un muro compatto, noi italiani ci sentiamo profondamente soli. Si creano gruppi e si creano dissapori senza sapere bene perchè. Si fanno domande e non si ricevono risposte.
Osservo persone che si affannano a cercare di farsi amici un pò tutti, senza distinzione di eventi e parole. Persone incapaci di schierarsi ma jumpanti da una zona all'altra. E' un fenomeno comune, che riesco a malapena a tollerare e che da circa tre anni cerco di allontanare quando frequento gli italiani.
Questi gruppi si fanno e disfanno, si mescolano e poi qualcuno, come me si ritrova, un pò di la un pò di qua. A volte mi sembra di stare in un piccolo paesello italiano, dove ci sono le reginette e i principi, le galline e i maiali.
Apro gli occhi e respiro, sono nata e cresciuta a Roma, difficile scordarsi i grandi spazi urbani e la folle gente.
Difficile scordarmi, dove sono ora? in una dinamica nuova. Facile osservarla.

martedì 17 febbraio 2009

TI GUARDO NELL'OCCHIO


http://www.youtube.com/watch?v=92u_eUMMbEY






Sono tornata dalla Baja.
Tre giorni senza pensare, senza troppe domande. Senza una vera risposta. Un viaggio senza decisione, spensierato, tante risate e scoprire persone vecchie e nuove.
Un urlo a concludere questa giornata, una violenza che non mi aspettavo. E una difficoltà nel comprendere qualcuno che mi evita e che non ho ancora conosciuto.
Penso a me questa volta e alla mia invincibilità a questo corpo che potrebbe cambiare da un momento all'altro. E al perchè non riesca ad abituarmi a questa idea, la mattina mi sveglio alle 6, non succede in Baja.

Chiamo una balena, qualcuno non mi crede, agisco piano piano. Lei viene e mi mostra il suo occhio, un contatto inimmaginato. Un occhio azzurro chiaro che mi guarda e si muove, immenso come quello di un elefante. Viene e riesco a toccarla, mi inzuppo la giacca e il bracciale di legno, ma non importa, è morbida, questo essere immenso, questa creatura gigante che avevo dimenticato esistesse e che non sapevo potesse cercare l'uomo. Viene e ci vuole, si gira e rigira sotto la nostra barchetta. E' arrivato il momento tanto atteso, è un'emozione davvero non aspettata. Mi tremano le mani, avrei mai pensato di toccare una balena? quella balena cui esistenza era legata ad una favola raccontata 26 anni fa è ora legata a Valentina, ad un contatto veloce e bagnato.

Un'esperienza unica, breve ma intensa. Che ricorderò e che mi farà compagnia per un pò.
Grazie Lola!

martedì 10 febbraio 2009

MI ARRIVA UN'EMAIL


Oggi mi succede questo. Sono qui davanti al computer da 15 minuti e non riesco ad aggiungere parola al mio paper. Rigiro e rigiro sotto sopra le parole e spero che qualcosa esca fuori.
Ero intenta a scrivere quando mi arriva un'email. Così all'improvviso mi si appanna la vista.
Un invito ad un compleanno, come se non sapessi di quel compleanno. Un rendermi partecipe di una festa con qualcuno di troppo. Un chiedermi come sto senza una risposta da due mesi. Penso se solo sapesse. E' meglio così che non sappia. Il mio blog non lo legge più di certo. Ha qualche altra cosa da fare, mi dico.
Perchè mi inviti? così per fare il signore direbbe qualcuno, un obbligo? pensi forse che ci sarei rimasta male a sapere di questa festa senza essere stata invitata? ma chi sei? che mostro sei? siamo stati insieme quattro dei tuoi compleanni.

Sono grata di aver organizzato il mio viaggio in Baja, di nuovo via da tutto e tutti, un weekend lungo per scappare.
Spero che queste parole mi aiutino a liberare quello che ho dentro a fare passare questo momento, sono solo le 3.20 la giornata è ancora troppo lunga per prendere una piega sbagliata.
So che fra poco starò meglio.
E sarò pronta a riscrivere il mio paper, sarò pronta a riscrivere belle parole, come prima.
Difficile rimanere a bocca chiusa e a mente aperta, ora.